PostHeaderIcon Rapporto di supremazia gerarchica e indebita intromissione nella vita privata dei dipendenti (Nota a Cass. 16 febbraio 2011, n. 3821)

FacebookTwitter

(Nota a Cass. 16 febbraio 2011, n. 3821)

Il dott. G.V., dirigente d’impresa, simpatizzando per una setta religiosa, consente che quest’ultima somministri, ai dipendenti dell’impresa da lui diretta, alcuni test attitudinali vertenti in gran parte sull’orientamento etico religioso.

L’indagine condotta finisce però col turbare i dipendenti, scossi dall’indebita intromissione nella propria sfera privata.

Il disagio si diffonde e le voci di protesta giungono sino al Coniglio di Amministrazione, che reagisce licenziando il dirigente, con motivazione basata sulla mancata rispondenza dei test somministrati a qualsivoglia esigenza aziendale.

In particolare, tra le molteplici soluzioni offerte dal mercato in materia di test attitudinali e formativi, ciò che viene rimproverato al dirigente è il fatto di aver acriticamente deciso di fruire degli strumenti offerti proprio dall’associazione religiosa cui era affiliato.

G.V. impugna allora il licenziamento denunciandone il carattere discriminatorio in quanto fondato, a suo dire, su motivi religiosi (ossia la sua appartenenza alla setta) e richiamando in proposito l’art. 15 dello Statuto dei Lavoratori (L. 20 maggio 19870, n. 300), il quale prevede la nullità per qualsiasi patto od atto diretto a licenziare un lavoratore a fini di discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso, di handicap, di età o basata sull'orientamento sessuale o sulle convinzioni personali.

Sostiene inoltre il ricorrente che nel giudizio circa la discriminatorietà e meno del licenziamento è ininfluente la motivazione addotta per l'atto; in quanto ciò che rileva è solamente l'effetto oggettivo del medesimo.

Nel ricorso si richiama, a proposito,  la giurisprudenza comunitaria, la quale è saldamente ancorata ad una concezione funzionale dell'illecito discriminatorio come l'effetto pregiudizievole che discende da atti e comportamenti che, prescindendo dalla motivazione addotta, come anche dall'intenzione di chi ti adotta, pongano il destinatario in una situazione di svantaggio rispetto a quanti siano estranei ai fattori di rischio vietato.

Né i giudici di merito né la Suprema Corte di Cassazione abboccano però all’amo della discriminatorietà.

Afferma in particolare la Cassazione che, nella motivazione posta a sostegno dell’impugnato  licenziamento, il dato dell'appartenenza della associazione che aveva approntato i test somministrati a un particolare orientamento etico risulta preso in considerazione solo ed esclusivamente nella misura in cui lo stesso si era riverberato negativamente nel contesto aziendale, suscitando l'indagine conoscitiva condotta da tale società reazioni tra i dipendenti, turbati per il carattere invasivo dei test nei riguardi della loro vita privata e per il condizionamento negativo derivatone; ed invero, la condotta sanzionata, ossia il monitoraggio posto in essere senza la necessaria preventiva informazione del Consiglio di Amministrazione ed in violazione delle linee operative dell'azienda di certo non dissimula un intento discriminatorio del provvedimento espulsivo, pienamente giustificato dalla negligenza posta in essere dal dirigente.

Tale valutazione, prosegue la Corte, è stata operata a prescindere da ogni supposta adesione del dirigente a un orientamento religioso, ma attribuendo rilievo all'incauto affidamento a società facente capo ad associazione di orientamento etico religioso discutibile di un'attività aziendale delicata, quale quella attinente alla comunicazione endoaziendale, senza che da ciò possa in alcun modo inferirsi un contegno anche indirettamente discriminatorio.

 

Vuoi restare sempre aggiornato sulle nostre NEWS giuridiche? Iscriviti al FEED! Oppure ricevi i nostri articoli via email cliccando qui!


COLLABORA con scadenzeprocessuali.it! Se il diritto è il tuo lavoro e la tua passione, inviaci i tuoi articoli, commenti o segnalazioni! Potranno essere pubblicati su questo sito, accanto al tuo nome e ad una tua breve biografia! Avrai ottima visibilità sul web!


Non hai trovato quello che cercavi? Continua la tua ricerca con Google!

Ultimi articoli & notizie

Avvocati divorzisti
Avvocati divorzisti al tuo servizio, separazioni
e divorzi a tariffe competitive. Clicca per info.
divorzio congiunto - separazione consensuale
divorzio giudiziale - separazione giudiziale


Resta connesso con noi...

Add to Google

Dal glossario...
Excusatio non petita accusatio manifesta
Letteralmente scusa non richiesta, accusa manifesta. Si dice quando qualcuno anticipa le pro...
Ex abrupto
Significa improvvisamente, senza preavviso
Recesso ad nutum
Significa recesso libero, senza che sia dovuta alcuna giustificazione. Comporta che la decis...
Aberratio ictus
Comporta distrazione e indica una fattispecie penale nella quale l'agente arreca un'offesa a...
Ex ante
Espressione latina che significa letteralmente "da prima".