PostHeaderIcon Trasferimento d'azienda e responsabilità per debito altrui

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La cessione di un’ azienda comporta il trasferimento del complesso della struttura operativa di un’impresa, o anche solo parte di essa, da un soggetto a un altro.

Il problema che sorge da tale mutamento nella titolarità delle posizioni giuridiche è la preservazione del patrimonio del debitore verso i possibili creditori.

Infatti dall’alienazione di tale complesso di beni può discendere pregiudizio per i terzi che vantano diritti a carattere retributivo, fiscale o previdenziale.

Bisogna discernere bene la natura del credito perché nella gestione di un’azienda sussistono rapporti con soggetti di diritto privato e  di diritto pubblico.

In merito a crediti di tipo retributivo l’art. 2112 cod. civ., secondo comma, prevede l’automatica estensione della responsabilità all’acquirente indipendentemente dalla conoscenza che questi sia titolare dei crediti.

Il lavoratore avvalendosi delle procedure conciliative può liberare il cedente dalle obbligazioni del pregresso rapporto di lavoro.

Tale responsabilità per debiti altrui ha carattere eccezionale riferendosi esclusivamente al mantenimento dei diritti del lavoratore.

Per gli altri tipi di credito il riferimento normativo è l’art 2560 c.c, secondo comma. Sussiste responsabilità solidale in ordine ai debiti sorti prima del trasferimento in capo all’acquirente soltanto se di essi vi è espressa iscrizione nei libri contabili obbligatori.

L’elemento dell’iscrizione dei debiti nei libri contabili non può essere surrogato dalla prova che l’acquirente fosse comunque a conoscenza dell’esistenza dei debiti.

Riguardo ai debiti di natura previdenziale non vi è unanime interpretazione in quanto alcuni sostengono l’automatica estensione della responsabilità ex art 2112 c.c., ipotesi da escludersi secondo altri in quanto l’omesso versamento dei contributi obbligatori rientra nell’esercizio dell’impresa e quindi assoggettata all’art 2560 c.c..

La solidarietà non può estendersi a crediti dei terzi quali sono gli enti previdenziali.

Riguardo a debiti verso l’amministrazione finanziaria il D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, all'art 14, introduce la responsabilità del cessionario al fine di contrastare la possibilità che un'operazione di cessione d'azienda possa essere di pregiudizio alla pretesa erariale dello Stato.

La responsabilità solidale del cessionario col cedente si realizza dopo la preventiva escussione del cedente, nei limiti del valore dell'azienda o del ramo ceduto.

L’acquirente risponde  per il pagamento dell'imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell'anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti, nonché per quelle già irrogate e contestate nel medesimo periodo anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore nel valore minore tra il valore dell'azienda o ramo di azienda trasferita e il valore dei debiti del cedente nei confronti dell'Amministrazione finanziaria alla data del trasferimento dell'azienda e risultanti agli atti degli Uffici.

La pretesa statale può vantarsi a prescindere da un atto materiale di cessione d'azienda, bastando che la stessa sia di fatto attuata. Il contribuente può sempre fornire prova contraria a suo favore.

E' pertanto importante operare una congrua e attenta due diligence e tutelarsi con specifiche clausole di garanzia.

Nel 2001 l'Amministrazione finanziaria ha istituito il certificato dei "carichi fiscali pendenti", che viene rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.

Tale certificato ha valore liberatorio del cessionario, se negativo o se non viene rilasciato entro quaranta giorni dalla sua richiesta secondo le regole del silenzio-assenso.

Il comma 5 dell'art. 14 D.Lgs. n. 472/1997 prevede la responsabilità solidale del cessionario per le obbligazioni del cedente in caso di cessione fraudolenta dell'azienda nei sei mesi successivi alla constatazione di una violazione "penalmente" rilevante in capo al cedente ai sensi del D.Lgs. n. 74/2000.

Se il contratto di cessione d'azienda è ritenuto in frode al Fisco, sul cessionario non vi saranno le limitazioni di responsabilità solidale per le obbligazioni del cedente.

 

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