La legge Levi e lo sconto massimo del 15% sui libri - c.d. legge anti-Amazon

La legge Levi, già ufficialmente ribattezzata legge anti-Amazon, il popolare portale americano di vendite di libri on line a prezzi stracciati, nel totale silenzio dei mass-media entrerà in vigore il 1 settembre 2011, limitando enormemente la facoltà delle librerie di applicare sconti ai libri.

La discussa legge bipartisan approvata lo scorso luglio dal Parlamento e proposta dal senatore Riccardo Levi (PD) e Franco Asciutti (PDL), nell'espresso intento di "contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura e alla tutela del pluralismo dell’informazione" non consentirà più alle librerie di applicare sconti liberi sui libri in vendita superiori al 15% del prezzo fissato dall'editore.

Soltanto in casi specifici lo sconto potrà salire al 20%, come ad esempio in occasione di offerte all'interno di un salone del libro o in biblioteche, musei, scuole e università; eccezionalmente potrà salire al 25%, ma soltanto quando voluto con campagne promozionali dell'editore e per massimo un mese. In ogni caso non sarà possibile in dicembre nelle festività natalizie.

Se da una parte v'è il plauso scontato delle associazioni degli editori e di talune librerie, in particolare le più piccole, che vedono nella legge una prima concreta regolamentazione del mercato del libro, dall'altra vi è il timore delle associazioni dei consumatori che paventano un possibile rincaro dei prezzi dei libri.

Di certo a risentirne maggiormente saranno rivenditori come Amazon, IBS e altre grandi catene di librerie che sino ad oggi, e ancora per pochissimi giorni, erano in grado di proporre libri di ogni genere a prezzi scontatissimi, grazie alla vendita e-commerce e a ottime economie di scala a beneficio di tutti i consumatori.