Nullità della procura alle liti per illeggibilità della firma

Segnaliamo le seguenti decisioni della Corte di Cassazione che si è pronunciata sul tema ricorrente della nullità della procura alle liti, quando la firma risulta illeggibile.

Secondo gli ermellini la procura speciale alle liti ex art. 83, comma 3, c.p.c. quando sottoscritta con firma illeggibile è nulla solo quando dall'intestazione o dal contesto dell'atto, o della procura stessa, non emerga in modo preciso il nome del mandante. Se, invece una tale indicazione emerge, l'atto è comunque idoneo a realizzare il suo scopo tipico, che è quello di fornire alla controparte la certezza giuridica della riferibilità dell'attività svolta dal difensore al sottoscrittore, in proprio o quale rappresentante di un ente (Cass. 29 aprile 2010, n. 10285).

Nel caso di procura rilasciata dal rappresentante di una società, l'illeggibilità della firma del conferente la procura, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o dalla certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese. In assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 c.p.c., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile (Cass. 6 maggio 2010).