Parcheggio non custodito e responsabilità del gestore: è esclusa se è esposto idoneo avviso

Il gestore di un parcheggio comunale non è responsabile dei veicoli parcheggati in un area adibita a parcheggio a pagamento, ove sia chiaramente esposto in modo percepibile l'avviso "parcheggio incustodito".

Con la sentenza 28 giugno 2011, n. 14319, la Cassazione ha precisato infatti che anche laddove il parcheggio a pagamento sia dotato di recinzioni, barriere all'entrata/uscita o anche di personale di controllo, non può applicarsi il criterio della buona fede e dell'affidamento circa la custodia dei veicoli, se il gestore ne ha escluso l'assunzione dell'obbligo attraverso idonei e visibili avvisi di "parcheggio incustodito".

Secondo gli Ermellini, "l'istituzione da parte dei Comuni, previa deliberazione della Giunta, di aree di sosta a pagamento ai sensi dell'art. 7, comma 1, lettera f), d. lg. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), non comporta l'assunzione dell'obbligo del gestore di custodire i veicoli su di esse parcheggiati se l'avviso "parcheggio incustodito" è esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (art. 1326, comma 1, e 1327 c.c.) perché l'esclusione della custodia attiene all'oggetto dell'offerta al pubblico (art. 1336 c.c.), e l'univoca qualificazione contrattuale del servizio, reso per finalità di pubblico interesse, normativamente disciplinate, non consente il ricorso al sussidiario criterio della buona fede, ovvero al principio della tutela dell'affidamento incolpevole sulle modalità di offerta del servizio (quali ad esempio l'adozione di recinzioni, di speciali modalità di accesso ed uscita, dispositivi o personale di controllo), per costituire l'obbligo della custodia, potendo queste costituire organizzazione della sosta".

Ne consegue che il gestore concessionario del Comune di un parcheggio senza custodia non è responsabile del furto del veicolo in sosta nell'area all'uopo predisposta, in presenza del suddetto avviso.